Il Ciclo Pasquale di Romagnese

A Romagnese si è conservato, unico caso in tutto il territorio delle Quattro Province, un ciclo pasquale completo, commisto di elementi sacri e profani.

I riti della Pasqua hanno inizio il Giovedì santo con la processione che parte dalla chiesa parrocchiale e raggiunge l’oratorio di Casa Picchi, al seguito di un penitente incappucciato che porta una croce di legno alta tre metri, simboleggiando l’ascesa di Cristo al Calvario. Dopo la benedizione nel oratorio di Casa Picchi la processione scende verso la chiesa parrocchiale assieme al penitente che porta sempre la croce.

Il Venerdì santo fanno la loro comparsa i falò rituali che illuminano le tenebre serali e che sono accesi in tutte le frazioni del Comune al passaggio della processione con il cristo morto. E’ uno spettacolo suggestivo in quanto il paese di Romagnese è in una conca naturale e tutte le frazioni sono visibili dal Capoluogo. Nella processione i cantori recitano la funzione cantando ancora in latino.

Si arriva così al Sabato Santo. La Chiesa e completamente buia. Il parroco prima della funzione accende un grande cero e ontemporaneamente le campane vengono “slegate” e iniziano a suonare. La tradizione vuole che al momento che le campane iniziano a suonare bisogna bagnarsi gli occhi con l’acqua e non asciugarli.
La sera e la notte del Sabato santo è la volta della questua itinerante e canora, la “Galina Grisa” che avviene con modalità del tutto simili a quelle dei cantamaggio, ed è finalizzata alla raccolta delle uova necessarie per cucinare le frittate che costituiscono il pasto collettivo che sancisce e suggella un ciclo di eventi di alto valore comunitario.

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