Il Piffero

Il piffero è un oboe popolare, simile ad altri strumenti ad ancia doppia diffusi in varie parti del Mediterraneo e alla bombarda bretone. Si tratta di strumenti semplici di origine assai antica, imparentati anche con gli strumenti coi quali si cimentano gli incantatori di serpenti in India.
È realizzato generalmente in legno chiaro di bosso (Buxus sempervirens) oppure nero di ebano; altri possibili materiali sono il susino, il sorbo e il pero. L’ancia, chiamata popolarmente “musotto”, è di canna; è la parte più delicata dello strumento, per cui deve essere sostituita spesso, e alcuni suonatori imparano a costruirsela da soli. L’ancia è fissata con cera d’api, che serve anche a chiudere alcuni fori non utilizzati. Due vere dorate e una piuma di gallo infilata nella campana completano il rustico aspetto dello strumento, conservato dal suonatore in un astuccio pure di legno, portato con una cinghia come una borsa.

Si suole far risalire l’origine degli aerofoni conici ad ancia doppia all’invenzione dell’oboe islamico, collocabile attorno l’VIII secolo; se pure conosciamo precedenti manifestazioni di questa struttura, anche nell’Italia romana, possiamo accettare la collocazione nella Persia dell’alto Medioevo del punto di partenza dello sviluppo dell’oboe giunto sino a noi con radicali e molteplici trasformazioni che ne hanno tuttavia lasciata integra la morfologia di base.
Con una drastica semplificazione dobbiamo però rendere sommariamente conto di quelle trasformazioni che, anche a partire da un eventuale prototipo unico, hanno poi stabilito tre differenti tipi di oboe: se infatti il surna islamico si caratterizza per l’ancia morbida a “schiacciamento” ricavata da uno stelo vegetale, per il disco labiale mobile e un foro posteriore intermedio tra il primo e il secondo foro anteriori, gli oboi europei a loro volta si dividono in due gruppi tipologici: da una parte, la bombarda rinascimentale con ancia dura di canna essiccata, pirouette fissa e infossata, assenza di foro posteriore; d’altra parte, gli strumenti tra cui si inserisce il piffero delle Quattro Province, con ancia dura, pirouette non infossata e foro posteriore “alto”. In realtà molti degli oboi popolari europei sono strutturati secondo diverse caratteristiche intermedie, soprattutto per quanto riguarda l’assenza del foro posteriore; inoltre esistono importanti casi di strumenti privi di pirouette (bombarde bretone, ciaramella italiana centro-meridionale, dulzaina spagnola, aubòi della Languedoc).

 

Tratto da Febo Guizzi, Note organologiche sul piffero della montagna pavese,
in Pavia e il suo territorio, Silvana, Milano 1990

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