Regolamento

Ecomuseo dell’Appennino Lombardo “Il grano in erba”
Comuni di
Santa Margherita di Staffora, Menconico, Brallo di Pregola e Romagnese
Provincia di Pavia
REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO
Ecomuseo dell’Appennino Lombardo
“Il Grano in Erba”

Approvato dalla Giunta Comunale di Santa Margherita di Staffora con delibera n. 30 del 2/12/2014;
Approvato dalla Giunta Comunale di Menconico con delibera n. 29 del 29/11/2014;
Approvato dalla Giunta Comunale di Brallo di Pregola con delibera n. 2 del 19/01/2015;
Approvato dalla Giunta Comunale di Romagnese con delibera n.20 del 18/03/2015;

Art 1 – Istituzione e marchio
1. Presso i Comuni di Santa Margherita di Staffora, Menconico, Brallo di Pregola e Romagnese è
costituito un Ecomuseo denominato in via esclusiva ECOMUSEO DELL’APPENNINO
LOMBARDO “IL GRANO IN ERBA” (di seguito solo Ecomuseo), con natura di organismo
permanente e senza scopo di lucro.
2. Il presente regolamento disciplina le modalità di gestione e di programmazione dell’Ecomuseo,
la cui attività è iniziata nel 13 maggio 2008.
3. L’Ecomuseo ha un marchio esclusivo che viene allegato al presente regolamento, l’utilizzo del
marchio è definito con apposito regolamento.
4. L’Ecomuseo provvederà alla costituzione di una Associazione, quale ente gestore, o di un
protocollo di intesa funzionali alla gestione: in entrambi i casi sono soggetti costituenti di diritto i
quattro Comuni di Brallo di Pregola, Menconico, Romagnese e Santa Margherita di Staffora e le
rispettive pro-loco. A seguito di tale costituzione, il presente regolamento potrà essere oggetto di
integrazioni.

Art 2 – Sede
4. L’ Ecomuseo ha sede legale presso la sede del Comune di Santa Margherita di Staffora,
Frazione Casanova Destra e sede istituzionale e operativa presso il Centro Polifunzionale, sito in
Frazione Casanova Destra.
L’Associazione potrà istituire sedi secondarie, succursali, agenzie e rappresentanze.

Art 3 – Scopi, finalità e identità

1. Gli scopi, finalità e identità dell’Ecomuseo sono quelli previsti al punto 4 dell’art. 1 della Legge
della Regione Lombardia n°13 del 12 luglio 2007.
L’Ecomuseo viene costituito con l’obiettivo di mettere in atto comportamenti consapevoli,
segnalare la complessità delle relazioni nell’ambiente di vita di una comunità, i numerosi intrecci e
le stesse relazioni tra uomo e ambiente. L’ecomuseo dovrà diventare il contenitore, il laboratorio,
per sperimentare nuove azioni di valorizzazione del territorio nella sua dimensione più vera,
riconosciuta e soprattutto viva.
Il patrimonio viene inteso come materiale e immateriale, nella sua definizione più ampia e
completa. Detentrice e responsabile del patrimonio è la comunità locale che deve inventariarlo,
valorizzarlo ai propri occhi, deciderne l’uso, la trasformazione o la protezione. Il grano in erba
evidenzia il ruolo fondamentale della comunità, vero fulcro dell’ecomuseo, come l’insieme delle
persone che condivide un territorio e un genere di vita in un determinato momento storico. È nella
comunità che la gente ordinaria, i cittadini, si formano, producono, consumano, educano,
trasmettono. È la comunità il vero attore dello sviluppo locale, uno dei principali obiettivi degli
ecomusei. Da qui deriva il continuo interesse dell’ecomuseo verso la comunità, il cui
coinvolgimento è uno dei requisiti fondamentali per progettare, sviluppare e far vivere l’ecomuseo.
L’ecomuseo dell’Appennino Lombardo “Il grano in erba” intende porsi come istituzione
particolarmente legata, per natura e storia, alle domande della collettività che in questa fase
riguardano soprattutto come assicurare lo sviluppo economico in settori non tradizionali e come
conservare un’identità nell’era della globalizzazione.
Il ruolo strategico dell’ecomuseo è quello di essere processo, percorso e strumento attraverso
cui gli individui possono trovare una strada per riscoprire denominatori comuni, in una parola per
essere ancora e nuovamente comunità.

L’Ecomuseo è espressione della cultura di un territorio considerato nella sua globalità e strumento
per il suo recupero, rilancio e valorizzazione. La titolarità dell’iniziativa deve rimanere nelle mani
della comunità locale che ha deciso di rappresentarsi e di “specchiarsi” in queste realizzazioni.
L’ecomuseo accoglie e ospita volentieri il pubblico, manifestando così la sua volontà di
relazionarsi, ma non è fatto per i visitatori; è prima di tutto fatto per se stesso, per la sua comunità,
che decide, in piena autonomia, di farne anche un fattore di sviluppo economico.

L’ecomuseo è un laboratorio per costruire un futuro condiviso dalle comunità, è momento di
riflessione critica sul nostro modello di sviluppo: laboratorio di sostenibilità e luogo di
reinterpretazione dinamica delle peculiarità locali per l’avvio di processi di sviluppo locale.

L’Ecomuseo vuole essere un processo dinamico con il quale la comunità conserva, interpreta e
valorizza il proprio patrimonio in funzione dello sviluppo sostenibile.

c) Le finalità che si propone sono in particolare:
– contribuire allo sviluppo culturale e civile dei cittadini e alla sempre più diffusa partecipazione alla
democrazia, allo sviluppo della solidarietà nei rapporti umani, della pratica e della difesa delle
libertà civili, individuali e collettive mediante il coinvolgimento e la partecipazione attiva della
popolazione in quanto l’Ecomuseo rappresenta l’espressione della cultura del territorio della Valle
Staffora ed ha come principale riferimento la comunità locale;
– la ricostruzione delle trasformazioni sociali, economiche, culturali e ambientali storicamente
vissute dalle comunità locali e dai territori, al fine di costruire uno sviluppo futuro sostenibile e
condiviso, in particolare per le nuove generazioni;
– la sensibilizzazione e la promozione allo sviluppo sostenibile delle comunità locali, delle
istituzioni, in particolare culturali, scientifiche e scolastiche, delle attività economiche, degli enti ed
associazioni locali;
– la conservazione e il restauro di ambienti di vita tradizionali per tramandare le testimonianze e le
trasformazioni della cultura materiale e immateriale e ricostruire l’evoluzione delle abitudini di vita e
di lavoro delle popolazioni locali, delle tradizioni religiose, culturali, ricreative e agricole, dell’utilizzo
delle risorse naturali, delle tecnologie, delle fonti energetiche e delle materie impiegate nelle attività
produttive;
– la valorizzazione dei territori e dei loro patrimoni, di immobili caratteristici e storici, mobili ed
attrezzi, strumenti di lavoro, strumenti musicali, manufatti artistici e artigianali e ogni altro oggetto
utile alla ricostruzione fedele di ambienti di vita tradizionali, sia interni che esterni, consentendone
la salvaguardia e la buona manutenzione, nonchè il rafforzamento delle reti di relazioni locali;
– la ricostruzione di ambienti di vita e di lavoro tradizionali volti alla produzione di beni o servizi da
offrire ai visitatori, anche rivisitandoli in una dimensione moderna, creando occasioni di impiego e
di vendita di prodotti locali, nonchè di didattica, sport e svago in genere;
– svolgere direttamente attività di studio e ricerca finalizzati a approfondire le conoscenze e
valorizzare le peculiarità dell’Ecomuseo, avvalendosi delle competenze interne all’Ecomuseo e,
quando non disponibili, di risorse esterne qualificate;
– progettare direttamente o aderire a progetti di sviluppo dell’Ecomuseo, individuando specifiche
fonti di finanziamento
– predisporre percorsi turistici e culturali;
– progettare, attivare e gestire di eventi culturali, omogenei alle finalità della associazione;
– progettare, attivare e gestire di attività di didattica ambientale;
– la gestione di aree naturali protette, oasi naturalistiche e di protezione della fauna e della flora,
aree, siti e zone di importanza naturalistica e storico culturale, parchi urbani e suburbani e relative
strutture, nel quadro e nel rispetto delle leggi in vigore;
– la formulazione, promozione, vendita e gestione diretta di pacchetti integrati di valorizzazione e
fruizione dell’Ecomuseo
– la pubblicazione, la produzione e la diffusione sia direttamente che indirettamente, di libri,
opuscoli, periodici non quotidiani, videocassette e simili, a mezzo stampa o con qualunque altro
sistema, per trattare, dibattere e divulgare i problemi relativi agli scopi e alle attività
dell’Associazione;
– la attivazione e gestione di percorsi formativi omogenei agli scopi sociali;
– partecipare singolarmente o in rete a bandi con la finalità di sviluppare le attività ecomuseali

L’Ecomuseo Il grano in erba opererà altresì per:
– favorire nello specifico, legami duraturi di amicizia e collaborazione tra gli associati e tra
l’Associazione e le altre aggregazioni progettuali;
– favorire la nascita di nuove Associazioni e l’estensione di attività culturali e ricreative e di forme
consortili tra l’Associazione e le altre organizzazioni culturali;
– promuovere e sostenere le attività di ricerca scientifica e didattico-educative riferite alla storia,
all’arte, alle tradizioni locali ed all’ambiente, nonché lo studio, la rappresentazione e la tutela dei
paesaggi tipici della Valle Staffora;
– promuovere la cultura e l’arte del territorio di influenza anche con la realizzazione e la
partecipazione a convegni, dibattiti, spettacoli, mostre, corsi di formazione professionale, corsi di
qualificazione e corsi di aggiornamento;
– stimolare i giovani nello studio delle attività espletate dalla associazione, non mancando di
valorizzare i rapporti tra la scuola e gli altri soggetti appartenenti al territorio di influenza;
– svolgere qualunque altra attività affine, complementare o connessa alle altre sopra elencate o
comunque attinente allo scopo sociale.

Art 4 – Gestione e risorse finanziarie

1. L’Ecomuseo è dotato di una propria gestione amministrativa, culturale e scientifica e gode di un
proprio assetto finanziario.
L’Ecomuseo provvederà alla costituzione di una Associazione, quale ente gestore, o di un
protocollo di intesa funzionali alla gestione: in entrambi i casi sono soggetti costituenti di diritto i
quattro Comuni di Brallo di Pregola, Menconico, Romagnese e Santa Margherita di Staffora e le
rispettive pro-loco. A seguito di tale costituzione, il presente regolamento potrà essere oggetto di
integrazioni.

2. Le risorse finanziarie necessarie allo svolgimento delle attività dell’Ecomuseo per la gestione,
manutenzione e sviluppo derivano da:
a) contributi del bilancio comunale,
b) contributi da altri enti pubblici quali Provincia, Regione, Stato, UE;
c) contributi da parte di Fondazioni bancarie;
d) quote, contributi e lasciti da privati cittadini, enti giuridici di natura privata e/o pubblica;
e) attività svolte di vendita proprie pubblicazioni, gadgets, accompagnamento, visite, ecc.
f) Attività gestionali dirette commerciali quali bar, ristorazione, vendita prodotti tipici, pacchetti
turistici ecc.
e) ogni altro tipo di entrate ammesse ai sensi della legge n. 383/2000.
I documenti di bilancio dell’Ecomuseo sono annuali e decorrono dal primo gennaio di ogni anno. Il
conto consuntivo contiene tutte le entrate e le spese sostenute relative all’anno trascorso.
Il bilancio preventivo contiene le previsioni di spesa e di entrata per l’esercizio annuale successivo.
I bilanci sono predisposti dal Coordinatore e approvati con delibera di Giunta dai rispettivi Comuni.
Il bilancio consuntivo deve essere approvato entro il 30 (trenta) aprile dell’anno successivo alla
chiusura dell’esercizio sociale.

Art 5- Comitato Tecnico Scientifico

Per il supporto alla programmazione, all’attività di indirizzo e al controllo dell’Associazione
dell’Ecomuseo, e per una funzione di raccordo e consulenza tecnico/scientifica tra le
Amministrazioni e l’Associazione, è istituito apposito Comitato Tecnico/scientifico di partecipazione
(di seguito solo Comitato) composto dai Sindaci dei Comuni aderenti all’Ecomuseo o loro delegato,
da un rappresentante dell’Associazione (art 6, comma 2 del presente regolamento) e dal
Coordinatore/referente dell’ecomuseo.
Ne fanno inoltre parte ulteriori 9 persone, nominate di concerto dai Sindaci pro-tempore delle
amministrazioni comunali di Santa Margherita di Staffora (3 nomine), Menconico (2 nomine), Brallo
di Pregola (2 nomine), Romagnese (2 nomine).
Le stesse dovranno avere competenze conoscitive dei territori, del patrimonio o della storia della
Valle Staffora, o della vita associativa locale o avere una comprovata esperienza nel settore
scientifico o artistico o etnoantropologico o turistico.
Il Comitato esprime pareri non vincolanti e contribuisce alla progettazione e alla programmazione
Ecomuseale. Deve essere informato periodicamente dell’attività programmata e svolta da parte
dell’Associazione.

In particolare si occupa:
1. Attività di indirizzo delle attività ecomuseali; monitoraggio dello stato di conservazione delle
strutture e degli itinerari; controllo dell’Associazione con verifica della buona esecuzione del
protocollo d’intesa o convenzione di gestione; supporto alla programmazione dell’Ecomuseo.
2. Il Comitato è convocato o presieduto dal Sindaco (o delegato) del comune capofila e comunque
si riunisce almeno una volta l’anno prima dell’approvazione del bilancio.
3. Le delibere, ancorché non vincolanti, sono assunte a maggioranza semplice dei presenti.
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4. Alle riunioni del Comitato possono partecipare tutti i soggetti coinvolti nelle attività dell’ecomuseo
(senza diritto di voto).
5. Alle sedute del Comitato possono sempre essere invitate quelle persone del cui parere il
Comitato riterrà opportuno servirsi.
6. I componenti il Comitato Tecnico/scientifico di partecipazione intervengono alle riunioni senza
percepire alcun compenso e/o gettone di presenza. Può essere autorizzato, previa verifica delle
opportune coperture di spesa, esclusivamente l’eventuale rimborso spese per la partecipazione
alle riunioni od incarichi speciali.

Art 6 – Programmazione

La programmazione delle attività dell’Ecomuseo sarà concordata tra i componenti costituenti
l’Associazione o firmatari del Protocollo di Intesa.
La programmazione comprenderà attività di natura amministrativa, culturale e scientifica e sarà
normata dal protocollo d’intesa o dallo Statuto dell’Associazione.
Le Amministrazioni Comunali, proprietarie di eventuali strutture riferite all’Ecomuseo, potranno
metterle a disposizione delle attività dell’Ecomuseo.
Tutte le attività potranno essere anche non svolte direttamente dai comuni, ma effettuate tramite
esternalizzazione dei servizi o attività.
Il funzionamento dovrà essere improntato allo sviluppo ecomuseale tramite il coinvolgimento attivo
della comunità locale, delle Associazioni e delle attività economiche.

Art 7 – Coordinatore/referente

1. Il Coordinatore e il referente dell’Ecomuseo sono stati nominati con delibera di Giunta dai
rispettivi Comuni costituenti l’Ecomuseo e durano in carica tre anni. Qualora venisse istituito l’Ente
gestore (Associazione) tali figure saranno nominate dal Consiglio direttivo del medesimo.

2. Il Coordinatore deve possedere, ai sensi della normativa, un adeguato titolo di studio,
preferibilmente il titolo di laurea e un curriculum che evidenzi la coerenza con l’incarico affidato.

3. Il Coordinatore ha i seguenti compiti:
a) predisporre il programma annuale delle attività;
b) preparare la proposta di bilancio;
c) attuare le deliberazioni della struttura di gestione che sarà individuata;
d) coordinare le attività dell’ecomuseo assicurandosi della buona riuscita, ivi compresa la
fruizione di beni e dipendenze dei Comuni o di privati affidati all’Ecomuseo.

4. Il Coordinatore nello svolgimento dei propri compiti si rapporta ai Sindaci, o loro delegato.

5. Per le attività svolte dal Coordinatore può essere previsto un compenso.

Art 8 – Modalità di reperimento risorse finanziarie, strumentali e umane

Le risorse finanziarie dovranno essere reperite come indicato all’articolo 4) c.2.
Le risorse strumentali deriveranno principalmente dagli investimenti programmati di concerto con
le amministrazioni locali ed il comitato scientifico di partecipazione.
L’ecomuseo per lo svolgimento del programma di base sopra evidenziato dovrà dotarsi di risorse
umane, anche su base volontaria, reperite tra la popolazione locale e tra coloro che si
dimostreranno maggiormente interessati al progetto ecomuseale.
Inoltre le risorse umane saranno reperite collaborando in particolare con le Associazioni locali.

L’Ecomuseo promuoverà l’individuazione, il recupero funzionale, anche attraverso la
presentazione di progetti, la valorizzazione di risorse strumentali (beni materiali e immateriali)
attinenti il patrimonio locale, assicurandosi la successiva fruizione a favore dell’Ecomuseo da parte
dei proprietari, tramite la stipula di una apposita convenzione.
L’Ecomuseo provvederà a individuare puntualmente i beni di cui è composto e le modalità di
fruizione, redigendo un regolamento specifico.

Art 9 – Modalità di coinvolgimento della popolazione e degli altri soggetti operanti sul
territorio

L’ecomuseo dovrà impegnarsi al massimo per coinvolgere nelle proprie attività la popolazione
locale incentivandone, attraverso iniziative, riunioni, forum e manifestazioni mirate, la
partecipazione.
Collaborerà con tutte le realtà operanti sul territorio (culturali, religiose, sportive, sociali, musicali,
centro biblioteca, ecc.) e dei comuni limitrofi al fine di consolidare ed incrementare la realtà
ecomuseale.
Allo stesso modo organizzerà eventi e promozioni che valorizzino le realtà economiche interessate
ad uno sviluppo ecomuseale in modo da favorire lo sviluppo locale sostenibile ai fini del rilancio
socio/economico e turistico/culturale.
E’ istituita la figura di “Amico dell’Ecomuseo il Grano in erba”: tale figura sarà riconosciuta a tutti
coloro che visiteranno l’Ecomuseo.

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