Patrimonio Beni Ambientali

Tutto l’ambiente è di notevole pregio e andrà tutelato e valorizzato nel suo contesto complessivo, con particolare attenzione all’intervento dell’uomo che lo ha plasmato nel tempo e senza il quale l’attuale paesaggio scomparirebbe del tutto. L’ambiente che caratterizza l’area dell’Ecomuseo è infatti fortemente antropizzato ed è stato modificato e plasmato nei secoli: oggi si presenta come un vero e proprio palinsesto da sfogliare con attenzione per recuperarne tutta la complessità.
E’ molto importante anche comunicare questo processo, per far comprendere che le bellezze dei boschi e dei prati di cui oggi possiamo godere, sono il frutto del lavoro delle passate generazioni e che l’ambiente ha bisogno della cura dell’uomo.
La presenza nel territorio di imprese agricole ancora attive rappresenta un prezioso patrimonio.

Scheda rilevamento orto botanico 

Ambienti naturali
Areale a pascolo nella fascia oltre i 1000 mslm: Monte Boglelio, Monte Penice, Monte Chiappo.
Piano delle faggete, con alberi storici di notevole bellezza
Area del castagneto da frutto, con alberi innestati di cui molti in stato di abbandono
Impianti di vigneto
Impianti a prato
Patrimonio genetico
Vitigni storici
Varietà di frutta antica come la mela Carla, la Pomella, la Mela del prete.
Varietà di patate bianche e rosse, fagiolane, ceci, erba spagna e altri ortaggi
Mais 4 file
Razza varzese
Riserva Naturale del Monte Alpe si estende nell’Alta Valle Staffora ad un’altitudine compresa tra i 770 e i
1253 metri. I lavori di rimboschimento iniziarono negli anni trenta, per contrastare l’erosione dei terreni;
vennero utilizzati specie non originarie della zona, quali il pino nero ed altre varietà. In seguito la vegetazione
fu attaccata dalla processionaria del pino e per combatterla si introdusse la Formica lugubris. L’interesse
scientifico destato dalla presenza di questo insetto, portò alla costituzione della riserva naturale.

Sentieri:
Numerosi sono i sentieri che attraversano l’abitato e in questa prima fase è impossibile segnalarli tutti.
Sarà eseguito un censimento dei più antichi, per avviare un piano di recupero. Si segnala:
– Via del sale
– Sentiero del Brigante
– sentiero del Moiasse e delle cantine di Cignolo
– sentiero da Fego a Bralello
– sentiero Mulino Spalla
– sentiero del Miracolo
– sentiero Aronchio, Menconico, Carrobiolo, Penice
– sentiero della Faina
– Sentiero di San Colombano
– Anello Casanova, Bocco, Giovà, Brallo, Scaparina, Menconico, Aronchio.
– Sentiero per Oratorio Ceregate
– Sentiero Cegni- Pian della Morra – Pian della Ciappa
Sentiero dei Briganti: Itinerario escursionistico lungo circa 6 km che collega i paesi di Fego e Brallo, costeggiando il torrente Montagnola, in un ambiente incontaminato, ricco di boschetti e prati
Grotta dei Briganti: è formata da due enormi massi coppellati poco distanti dalla frazione di Fego. Si dice abitata da uno spirito del luogo, mezzo uomo e mezzo caprone. Fu anticamente usata come luogo di culto e poi di rifugio dai pastori della zona.

Corsi d’acqua e opere idrauliche
I corsi d’acqua rappresentano una preziosa componente dell’ambiente, sia come aspetto naturale, che per quanto concerne le opere eseguite dagli uomini come dighe, muri di difesa, canali adacquatori per i mulini e
per l’irrigazione dei campi.
Si evidenziano: Torrente Staffora, Torrente Montagnola, Aronchio, Turbio, Fosso di Negruzzo, Fosso Casale ed altri minori, Cavo La gozzo
Carbonaie
Muri a secco
Varietà di piante, fiori e animali selvatici

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