Patrimonio Culturale

I Mulini
Nel territorio dell’attuale comune di Santa Margherita Staffora e Menconico ci sono diversi mulini
localizzati nelle vicinanze dei centri abitati più antichi e vicino ai corsi d’acqua che si immettono nello
Staffora. Ve n’era uno a Vendemiassi, uno in fondo al rio di Cignolo – l’attuale molino Pellegro -, vi era a
Cegni, a Fego, ve n’era un altro in località Lago (posto nella stretta gola dello Staffora), vi era a Pianostano e
a Casale. Vi era poi quello di Cencerate (facente parte dell’attuale comune di Brallo) e, anche se più tardo,
quello di Casanova di Destra.
Pochissime sono le notizie scritte che ci documentano le vicende di questi mulini, anche perché non è
ancora stata fatta una ricerca specifica. E’ stato trovato un atto dell’11 febbraio 1564 nel quale i marchesi
Malaspina di Santa Margherita “…concedono ed investono a perpetuità il mulino di Casanova, giurisdizione
di Santa Margherita a Giovanni fu Nicolosio Celasco, mugnaio del molino di Donico, giurisdizione di Cella,
coll’obbligo di pagare loro il fitto di stara 28 formento all’anno, ed un paio di capponi annualmente; e di rifare
a sue spese il detto mulino se cadesse o fosse corroso e distrutto dalla Staffora; promettendogli all’investito i
detti marchesi che gli uomini della giurisdizione di Santa Margherita saranno tutti obbligati a macinare al
medesimo mulino, e che le mole potrà egli estrarle dove più gli piacerà su detto territorio, ma sempre a minor
danno. E paga intanto per l’investitura paio uno capponi…”
Con molta probabilità questo sarà l’attuale molino Pellegro, in quanto l’atto cita che è ubicato a Casanova in
giurisdizione di Santa Margherita.
I mulini attualmente identificati ai sensi del presente Ecomuseo sono:
Mulino Cognassi, si trova lungo il fosso del Freddo o delle Cascine, fra gli abitati di Valformosa e Bralello.
Struttura in pietra a vista con una cucina e la stalla, con una ruota molto stretta e alta circa 10 metri. E’
rimasto in funzione fino al 1960, ed ora è in abbandono.
Mulino Pelegro, alla confluenza del rio Cignolo con lo Staffora, di recente recupero e perfettamente
funzionante
Il mulino aveva una presa principale per l’acqua nel torrente Staffora e alcune prese secondarie più piccole,
collegate ai ruscelli come quella del fosso di Cignolo. L’acqua ancor oggi viene convogliata in un piccolo
bacino a monte del mulino, attraverso una roggia, un fossetto largo e profondo circa 70 centimetri, nel quale
sono inseriti degli incastri in legno per regolarne o deviarne il flusso. Naturalmente per usare l’acqua si
doveva pagare una concessione allo Stato.
Un tempo la ruota del mulino era di legno e, solo dopo le ristrutturazioni degli anni ’30, venne sostituita con
una in ferro. La ruota ha dei cassetti lungo la circonferenza che, riempiendosi d’acqua, imprimono un
movimento rotatorio alla ruota.
All’interno del mulino, in alto, sono collocati due palmenti, uno per il frumento e uno per il granoturco. Ogni
palmento è costituito da due macine di pietra, una inferiore fissa chiamata “dormiente” e una superiore
mobile detta “girante”, fra le due macine c’è una fessura dove avviene la frantumazione dei cereali e la loro
espulsione verso l’esterno, causata dalla forza centrifuga.
Mulino del Biondo, in località Fego, lungo il corso dello Staffora, recentemente recuperato e tutto
ristrutturato.
Mulino Celasco, in frazione Casanova Destra, a cilindri, annesso all’attuale panificio, è dotato di una grande
ruota in ferro e di un canale che porta l’acqua, detto Cavo Lagozzo, che scorre lungo la strada comunale.
Mulino Vasaia, Frazione Varsaia, Menconico
Mulino Spalla
Situato in Comune di Menconico sulla sponda destra dell’Aronchio, pare esistesse già nell’alto medioevo,
poiché è citato dai documenti della Abbazia di san Colombano.
I primi insediamenti umani nella zona risalgono al 1.500 AC; la Regina Teodolinda donò il terreno e il mulino
ai monaci di San Colombano.
Nel 1900 fu ceduto alla famiglia Bertorelli e poi alla famiglia Rossi che lo tenne attivo fino al 1952.
Durante l’ultima guerra il Mulino fu al centro di numerose vicende e rappresentò per la zona un’importante
fonte di sostentamento, con distribuzione gratuite di pane a tutti, compresi i partigiani che operavano in
zona. Il Mulino è costruito in sasso e legno. Di particolare bellezza sono le volte che si trovano a pian
terreno, costruite in sasso. Di particolare rilevanza storica sono i meccanismi usati per la macina; le macine
stesse interamente in pietra, sono state scavate nelle Cave di Modane e scalpellate a mano.

Insediamenti ed abitazioni rurali
Le cantine
Elemento caratteristico dell’area sono le cantine in pietra costruite ai margini delle vigne in aperta
campagna.L’origine delle cantine, databili verosimilmente alla fine del 1.700 e gli inizi del 1.800, sta nella
loro funzione di edifici di servizio, funzionali alla coltivazione della vite, la loro presenza nel vigneto
costituisce un ricovero per gli attrezzi ed un riparo per l’agricoltore; era inoltre abitudine dei viticoltori non
imbottigliare il vino che veniva spillato all’occasione e portato in casa in quantità sufficiente al consumo
quotidiano della famiglia. Le cantine rappresentano un raro esempio di architettura rurale finalizzata alla sola
produzione agricola; se a tutto ciò si aggiunge il fatto che ognuna di queste costruzioni serve un vigneto in
cui è ancora presente un vitigno quasi scomparso altrove, coltivato con metodi tradizionali, in una zona di
montagna che si trova ai limiti dell’areale di coltivazione della vite, il loro valore storico è ancora più
importante e significativo. L’area più ricca di edifici è quella compresa fra la frazione di Cegni e quella di
Fego con 36 edifici censiti grazie la pregevole lavoro di studio e ricerca condotto da Nicola Carlo Parisi
nel 1997, ma numerosi altri edifici sono dislocati in tutte le frazioni sia nel Comune di Santa Margherita
Staffora che di Menconico, che andranno opportunamente censite.

Museo della civiltà contadina di montagna e delle tradizioni locali di Menconico
Il Museo è collocato dove un tempo transitava la strada che da Menconico portava verso il Passo penice,
sotto l’antica chiesa dedicata a San Giorgio, del 1136.
Lo scopo del museo è quello di salvaguardare dalla distruzione i vecchi attrezzi del lavoro contadino e
tramandare la cultura delle nostre montagne alle future generazioni. Vi sono raccolti oltre 200 attrezzi,
contrassegnati con il nome in italiano e in dialetto.

Edifici di Culto
Chiesa Parrocchiale di San Giorgio (X secolo, in località San Pietro Casasco), in comune di Menconico
la Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Giorgio con l’altare maggiore in legno dorato del secolo XVIII e la volta
sottostante in pietra antica galleria che faceva parte della strada per Montemartino
Cappella di Fego dedicata a San Colombano
Cappella del Bocco, dedicata alla Madonna del Bocco
Oratorio di Ceregate dedicato a Maria Bambina
Chiesa di San Giacomo di Casale Staffora
Chiesa di Negruzzo
Chiesa di Cignolo
Chiesa Parrocchiale di MonteMartino
Oratorio Madonna Immacolata frazione Varsaia
Parrocchiale di Menconico
Hospitali diversi ancora identificabili lungo il percorso della Via del sale e di San Colombano

Fornace romana di Massinigo

Scoperta nel 1957 durante i lavori per la costruzione della scuola elementare, la fornace di Massinigo è fra
gli esemplari meglio conservati nel territorio della Lombardia. Di forma circolare, è costruita in pietra nelle
fondazioni e in mattoni nell’alzato. Il piano forato di cottura, che ha un diametro di m.4,10, è sostenuto da un
corridoio voltato che collega muretti ortogonali impostati sul pavimento nella camera di combustione.Doveva
servire per la fabbricazione di laterizi, come dimostrano reperti di tale genere (prevalentemente tegole)
recuperati durante lo scavo.Le analisi archeomagnetiche indicano che l’ultima utilizzazione della struttura
risale all’inizio del I secolo d.C. (20 d.C. ± 20 anni).Si tratta dell’unico documento archeologico finora
conosciuto nella zona: è pertanto ancora ignoto quando e da chi la fornace sia stata impiantata e a quale
abitato o insediamento rustico fosse collegata.
La recente sistemazione dell’edificio scolastico, attuata dall’Amministrazione Comunale, col concorso della
Regione Lombardia – Attività Produttive – e della Fondazione Cariplo – Milano, consente una migliore
fruizione, anche a fini didattici, di un monumento di eccezionale interesse nell’Oltrepò Pavese.

Cava di pietra per la fabbricazione delle macine dei mulini
Trattasi di una cava posta in prossimità della frazione di Casanova Destra, da cui venivano estratti i blocchi
per fare le macine dei mulini e scalpellati sul posto.

Borghi, frazioni e case isolate – testimonianze minori
Si intende salvaguardare gli edifici e gli spazi storici, quali borghi, case, stalle, aie e le testimonianze minori
del lavoro quotidiano che saranno adeguatamente censite, per valutarne lo stato di conservazione ed
inserirle nei percorsi, quali: forni per il pane, abbeverate per il bestiame, fontane.

Biblioteche pubbliche e private, comprendendo i libri e i documenti rimasti nelle case, nei comuni, nelle
canoniche che riportano i fatti del territorio.
Patrimonio librario della Biblioteca di santa Margherita di Staffora
Libri scritti recentemente che riportano la storia e la descrizione dell’ambiente di autori quali: F:Capecchi, G.
Cavanna, A. Disperati, A. Volpini.
Attrezzi, utensili, oggetti della vita quotidiana ancora reperibili nelle famiglie
Fotografie ed altre testimonianze a livello pubblico e privato
Testimonianze fotografiche, libri e documentazione relativa all’Apparizione della Madonna del Bocco, presso
la località Bocco,
Archivio fotografico Fagnola.

 

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