Programma Triennale 2018-2021

L’ecomuseo Il grano in erba  si propone di essere l’elemento che mantiene viva e coesa la comunità locale, creando elementi  di dialogo, relazione, incontro, costruzione partecipata.

Questo obiettivo è tanto più fondamentale in quanto i nostri Comuni subiscono costantemente una perdita di popolazione tale da rendere veramente difficile il mantenimento di una dimensione reale di comunità attiva. L’Ecomuseo declina i suoi obiettivi e programmi in modo molto semplice e concreto, nella consapevolezza che le persone del territorio sentono l’esigenza di una rappresentanza identitaria e umana e sono disponibili ad essere coinvolte e a mettersi in gioco, soprattutto su iniziative concrete.

Di seguito vengono esposti gli obiettivi e le azioni del programma di lavoro dal 2018 al 2010,, programma che viene poi rivisto a fine/inizio anno, per verificarlo nei risultati e riparametrarlo.

Su questo piano di lavoro si innestano le proposte e le iniziative di cui l’Ecomuseo viene a conoscenza tramite il gruppo di lavoro che fa capo a Regione Lombardia e la rete, che costituisce una occasione fondamentale per capire e conoscere le dinamiche esterne.

 Dettaglio attività previste

  • Tutela e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, della biodiversità ed azioni conseguenti

L’Ecomuseo ha tra i suoi obiettivi mettere in atto comportamenti consapevoli verso il territorio, il paesaggio e l’ambiente, s, segnalare la complessità delle relazioni nell’ambiente di vita di una comunità, i numerosi intrecci e le stesse relazioni tra uomo e ambiente.

Il patrimonio viene inteso come materiale e immateriale, nella sua definizione più ampia e completa. Detentrice e responsabile del patrimonio è la comunità locale che deve inventariarlo, valorizzarlo ai propri occhi, deciderne l’uso, la trasformazione o la protezione.

L’ecomuseo intende porsi come istituzione particolarmente legata, per natura e storia, alle domande della collettività che in questa fase riguardano soprattutto come assicurare lo sviluppo economico in settori non tradizionali e come conservare un’identità nell’era della globalizzazione.

L’Ecomuseo Il grano in erba  intende avviare da subito un piano di  tutela e valorizzazione, così articolato:

  1. Messa a punto di un interventi a breve per quanto riguarda i beni già individuati: Fornace Romana di Massinigo, Mulino Pelegro e museo attiguo, Via del sale, Grotta del brigante.
  2. Tutela della biodiversità: ricerca e divulgazione del mais otto file in collaborazione con l’Università di Pavia, dei grani antichi, fagiolane, varietà di frutta. Per conseguire questo obiettivo sono state predisposte delle schede di rilevamento ad hoc. Ci si avvarrà della collaborazione del programma ATTIVAREE.
  3. Mantenimento e tutela delle tradizioni culturali, attraverso l’organizzazione di feste e concerti.
  4. Tutela dell’ambiente: sensibilizzazione sulla gestione de terreni; informazione sulla raccolta dei rifiuti e corretto smaltimento dei medesimi in collaborazione con A.S.M di Voghera.
  5. Sviluppo di un piano di informazione in merito alla presenza dei lupi sui nostri territori con incontri con gli allevatori e la comunità locale, in collaborazione con R.S.A.F. La presenza del lupo dovrebbe essere valorizzata come elemento distintivo e di richiamo. Si propone quindi di iniziare a raccogliere materiale e proposte  in merito. In particolare andrebbero valorizzate le strutture in grado di accogliere una classe come la Pernice Rossa, l’Albergo Matti, l’Albergo dell’Armà e strutture come la seggiovia. Verranno organizzate e promosse giornate di visita all’ambiente del lupo sia di un giorno che di più giorni.

 Sviluppo di servizi e attività produttive sostenibili, tradizionali e a basso impatto. Accoglienza nuovi cittadini.

  Anche se di limitate dimensione dal punto di vista economico e occupazionale, le nicchie produttive che si creano in un territorio di un ecomuseo sono importanti perché sono un segnale di un modo diverso di lavorare e produrre e possono creare o consolidare una rete di alleanze e solidarietà attorno all’ecomuseo, rafforzandone lo status nella società locale. In tal senso l’Ecomuseo intende avviare concretamente  un processo di ricerca ed attivazione di opportunità lavorative e di inserimento nel territorio anche di nuove persone, che possono essere attirate dalle caratteristiche ambientali dell’area. Si intende stabilire un raccordo con il gruppo di lavoro Forestieri, della limitrofa val Curone che opera per l’inserimento dei giovani.

  • Creazione e mantenimento di reti relazionali.

 Le relazioni con altri ecomusei, enti locali o istituti di ricerca sono importanti non solo per le attività che si possono svolgere insieme, come ad esempio i progetti comunitari, ma perché rappresentano canali insostituibili di formazione e di acquisizione di conoscenze. E’ importante che i modelli organizzativi scelti non si riducano ad aspetti formali, ma partano dalle necessità degli ecomusei e abbiano sempre queste come punto di riferimento. L’Ecomuseo, anche se dispone di pochissime risorse umane, intende continuare a partecipare attivamente alla rete degli ecomusei ed alle iniziative proposte.

  • Ricerca.

L’attività di studio e ricerca è una base importante sulla quale fondare molte delle attività dell’ecomuseo, serve per mantenere l’ecomuseo e i suoi animatori all’interno di un ambiente di confronto e di dibattito, garantisce maggiore autorevolezza all’ecomuseo e, in molti casi e usando le tecniche opportune, può costituire un canale di maggiore coinvolgimento e partecipazione degli abitanti. L’Ecomuseo con il supporto dei suoi referenti scientifici, si propone di  sviluppare costantemente al ricerca sul territorio e sulle sue specificità. Per il 2018 ci si propone di sviluppare i seguenti ambiti:

  • La tradizione del piffero: censimento musicisti.
  • La prima guerra mondiale: ricerca su storie e caduti
  • Storia di Angela Volpini e delle apparizioni del Bocco
  • Mantenimento del sistema di eventi e promozione coordinato.

Predisporre un elenco selezionato delle feste da mettere sul sito dell’Ecomuseo.

 Aggiornamento del data base delle varie realtà che operano sul territorio, come musicisti, artisti, associazioni, artigiani ecc.

 Organizzare corsi di musica e ballo residenziali

Si intende sviluppare una proposta  legata al ballo, coinvolgendo  tutte le strutture recettive e ristorative della zone. Si è pensato di proporre un pacchetto di  serate di danza per i residenti, durante l’autunno  e la primavera e una proposta per i non residenti composta da: arrivo la sera di venerdì, serata di benvenuto  con i musicisti. Sabato giornata di lezione. Valuteremo se replicare il corso su due o tre fine settimana o meno, fino alla festa finale. Occorre chiedere agli alberghi di formulare una proposta economica.

 

  • Regolamento De.Co.

L’Ecomuseo propone che i 4 comuni adottino il regolamento tipo De.Co, in modo che poi i vari produttori possano chiedere di far riconoscere  i loro prodotti. In questo modo si potrà poi mettere sul sito e proporre un percorso gastronomico De.Co.

 Sviluppo e promozione di un turismo green ed ecocompatibile

Il turismo green (sport e natura) necessita di un adeguato piano di promozione, per cui le varie proposte saranno veicolate attraverso i mezzi di comunicazione di cui l’Ecomuseo dispone: sito, face-book, indirizzi CRAL, giornali ecc. Si intende svilupparlo, in sinergia con il Touring Club Italiano e Fondazione Gal, valorizzando l’esperienza dei giovani della Associazione E20 che hanno riattivato la seggiovia del Pian del Poggio ed organizzano trekking ed iniziative anche a livello europeo con le bicilette.

Si intende sensibilizzare i residenti per sviluppare forme di accoglienza rurale proprio destinata ai giovani sportivi.

 Promozione del patrimonio immobiliare

Si è  discusso del notevole patrimonio immobiliare che è presente nei quattro comuni. Siamo aperti ad ogni proposta, a partire da  un articolo un po’ di rottura su Repubblica, per promuovere  quest’area come spazio dove trascorrere il fine settimana lontano da rumori e smog. Quindi si è pensato di contattare i proprietari delle numerose case sfitte e valutare come creare un sistema di valorizzazione delle medesime. L’idea sarebbe quella di creare una forma di albergo diffuso, posizionando il centro presso una storica cascina oa abbandonata. Si valuterà come  Aree Interne sono disponibili risorse finanziarie.

  • Mantenimento Piano eventi

Verranno mantenuti e resi permanenti gli eventi: Fiera dell’artigianato, Festa della Montagna, Fiera del lunedì dell’Angelo, mettendo sempre al centro l’identità del territorio.

 

  • Piano di informazione per diffondere quanto possibile il progetto e avviare una modalità di lavoro partecipata

E’ proprio la partecipazione della popolazione, assieme all’idea di territorio nel suo complesso a costituire la base del nostro Ecomuseo. E’ la partecipazione della popolazione che legittima l’Ecomuseo m a è altrettanto impensabile che un Ecomuseo sorga da solo, senza aiuto di strutture politiche ed economiche e di esperti. Un incontro tra poteri e popolazione è necessario poiché la partecipazione è un concetto complesso, che non si deve esercitare in una sola direzione.

             Si procederà ad avviare una serie di incontri nelle frazioni con la popolazione come momenti di  avvio volto a informare, coinvolgere, far aderire i cittadini al progetto, illustrando le modalità di lavoro e soprattutto i seguenti obiettivi:

  • Rafforzamento dell’identità locale, intesa non come difesa localistica del passato, ma invece come capacità di fare innovazione culturale, a partire dal patrimonio territoriale e storico.
  • Sviluppo della propensione alla auto-cura del territorio da parte dei suoi abitanti, intesa come base per rilancio dello sviluppo e della qualità della vita locali.
  • Messa in rete e valorizzazione, all’interno di circuiti e itinerari, dei beni e delle attività culturali presenti.
  • Promozione del turismo sostenibile e consapevole nella
  • Sostegno alle attività di ricerca sulla cultura materiale, sul patrimonio architettonico “minore” e sul paesaggio culturale (ambiente antropizzato).
  • Promozione della rete commerciale esistente, in relazione alla fruibilità dei beni culturali presenti.
  • Promozione delle attività produttive presenti e della relativa occupazione indotta, con particolare riferimento al settore artigiano (patrimonio di conoscenze e di competenze locali).

  Attività del centro di documentazione.

 L’Ecomuseo si propone di continuare ad incrementare la dotazione dei documenti relativi alla storia dell’area. Una buona parte di documentazione musicale è depositata in regione e questo è sicuramente un aiuto, ma si vorrebbe che potesse essere fruibile anche sul territorio e quindi si chiederà a Regione  Lombardia se fosse possibile duplicare il materiale raccolto dal dott. Pianta.

 Azioni da mantenere e sviluppare.

  1. L’individuazione del patrimonio sarà avviata con una fase di ricerca continuata nel tempo e nello spazio e presuppone una scelta preliminare debitamente omogenea degli indicatori dell’Ecomuseo da approfondire.

La ricognizione consiste in un esame a tappeto dell’ambito dell’Ecomuseo per rintracciare le singole componenti, localizzarle e quantificarle.

L’inventariazione è il secondo passo: degli elenchi ordinati di componenti da cui derivare raggruppamenti omogenei che permettono di meglio soppesare sia il gruppo, sia la specifica componente.

La catalogazione (attraverso schede molto semplificate, poco più di un inventario,) permette di fissare nello spazio e nel tempo le singole componenti individuate, a beneficio di futuri accessi alla catalogazione, sia di semplice fruizione che di approfondimento.

  1. La conoscenza del patrimonio è la seconda funzione specifica dell’Ecomuseo.

La conoscenza prevede delle fasi specifiche, di analisi, di studio e di sintesi.

L’analisi dovrà promuovere la convergenza, lo scambio e l’interazione di sguardi diversi, primo fra tutti quello di chi ci vive.

Il percorso di conoscenza dovrà anche cercare e mettere in dinamica processi produttivi artigianali tipici che possano generare prodotti ad alto valore aggiunto da  vendere.

  1. La trasmissione del patrimonio e delle conoscenze su di esso sviluppate è la terza funzione che si dovrà gestire. Si partirà dalle esperienze più tradizionali, ma si cercherà anche di sviluppare modi propri.

L’attività di documentazione sarà realizzata in collaborazione con l’Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS) di Regione Lombardia, attraverso apposita convenzione, e con altre strutture scientifiche; tale documentazione dovrà essere realizzata secondo gli standard e sarà promossa a livello regionale e nazionale.

Il centro di documentazione avrà anche funzione di centro informazioni per la visita all’ecomuseo, sarà dotato di spazi adeguati per la collocazione di eventuali raccolte e/o spazi espositivi e sarà essere aperto al pubblico. Si valuterà in seguito se lasciarlo nella sede attuale o trasferirlo nella vecchia scuola elementare.

 

  • Sviluppo di partenariato con istituzioni scientifiche, università, scuole, musei, parchi, istituti di ricerca e/o conservazione e con associazioni culturali in genere;

Il programma intende avviare e consolidare attraverso opportune modalità di collaborazione (accordi, intese ecc.) con:

  • Università di Pavia – Facoltà di Ingegneria, CdL Ingegneria Edile – Architettura, Corso di Sociologia Urbana e del Territorio
  • Facoltà di Agraria di Milano
  • Facoltà di Agraria Sacro Cuore di Piacenza
  • Istituto Agrario Gallini
  • Rete dei Musei esistenti nella Comunità Montana Oltrepò Pavese
  • Associazione culturale Varzi Viva
  • Redazione e gruppo di lavoro “Dove comincia l’Appennino”
  • Istituto Comprensivo di Varzi G. Ferrari
  • Istituto IPSIA di Varzi
  • Rete degli Ecomusei della Lombardia
  • Lega Ambiente
  • Associazione Naturalistica Culturale La Pietra Verde
  • A.I.
  • Sistema bibliotecario di Voghera
  • Gruppi di acquisto solidali
  • CRAL, biblioteche

L’individuazione non è esaustiva, ma si andrà completando e arricchendo in itinere.

  • Piano finanziario di gestione che garantisca l’autosostenibilità

 Il piano finanziario sarà messo a punto dal Tavolo di lavoro in modo concertato e condiviso.

 Aziende che collaborano economicamente con l’ecomuseo

 Sarà obiettivo del Tavolo di lavoro valutare come coinvolgere aziende in gradi di sostenere l’Ecomuseo,  valutando che nella nostra zona non esistono realtà di dimensione tale da poter garantire una copertura degli oneri. Si opererà molto con il volontariato almeno nella fase di avvio.

  • Attività economiche sostenibili che si intende sviluppare e offerta turistica

Le attività economiche che si intendono sviluppare rientrano prevalentemente nella valorizzazione turistica dell’Ecomuseo, e sono:

  1. realizzazione di pacchetti di studio per scuole di diverso ordine e grado, comprensive di docenti in loco, guide, vitto e alloggio presso le strutture del territorio (alberghi, agriturismi, B&B, case private)
  2. realizzazione di pacchetti di soggiorno culturale per i turisti italiani e stranieri, coordinando momenti di studio, eventi di svago, alloggio e ristorazione tipica.
  3. gite scolastiche per i bambini di un giorno, con guida e animatore
  4. iniziative particolari legate ai cicli della natura e dell’agricoltura, che prevedano la partecipazione di turisti: andata in alpeggio, raccolta dell’uva, notte di San Giovanni, notte dei morti….
  5. vendita di prodotti tipici, sia alimentari che dell’artigianato locale (formaggi, miele, carne, prodotti orticoli, vino, cesti, strumenti musicali…), le cui tecniche produttive derivino proprio dalla ricerca condotta in loco. Questi prodotti avranno il marchio dell’Ecomuseo e saranno disponibili in quantità limitata.
  6. Pacchetti turistico/culturali legati alla conoscenza del patrimonio locale: musica, ballo, confezionamento di prodotti tipici….
  7. Pacchetti turistico/ambientali i legati alla conoscenza della natura: biodiversità, caprioli, lupi ecc.
  8. Week-end “Del fare e del pensare” dedicati a quanti vogliano apprendere il nostro patrimonio in termini operativi: come fare il pane, come fare il formaggio, come potare un albero, come innestare, come fare un cestino…).
  9. Offerta di guide, accompagnatori e animatori.

Ovviamente si valuterà la sostenibilità economica e funzionale di queste proposte e saranno via via attivate.

  • Edifici, strutture e siti da valorizzare, percorsi e gli itinerari di visita, preferibilmente ciclabili e pedonali.

Si procederà ad una valutazione del patrimonio esistente e si valuterà da quali edifici partire.

Alcune realtà sono già attive e quindi saranno i punti di avvio: sentiero del Brigante, Mulino Pelegro, Museo di Massinigo, sentiero della faina ecc.

Per quanto concerne gli itinerari si procederà all’individuazione e trasposizione cartografica di itinerari locali (trekking, ciclo-pedonali, di mobilità veicolare lenta), che connettano tra di loro beni culturali e ambientali presenti sul territorio. A titolo d’esempio sarà possibile lavorare sui seguenti temi, che costituiranno il filo conduttore degli itinerari stessi:

  • Antiche civiltà: le dominanti archeologiche (es. le fornaci romane)
  • Sentieri storici: le dominanti storiche (es. i Malaspina)
  • Tappe dello spirito: la colonizzazione religiosa del territorio (es. i santuari)
  • Civiltà delle cose: la cultura materiale (es. i musei contadini, le cascine)
  • Tracce della memoria: il passato recente (es. la Resistenza)
  • Paesaggi culturali: il rapporto uomo/ambiente (es. le coltivazioni tradizionali)
  • Cultura artigiana: il patrimonio culturale artigiano (es. la produzione del salame e del pane)
  • Sentieri geologici: le dominanti geologiche (es. i calanchi)
  • Acqua e vita: il rapporto uomo/acqua (es. le fonti, i mulini, i canali)
  • Panorami delle Terre Alte:  le terre alte viste dall’alto (es. le strade sui crinali, i passi)
  • Il ritorno del lupo: escursioni e giornate di incontro.

 Formazione degli operatori, anche volontari

 Si avvierà un piano di formazione, cercando di contenere i costi e  cercando anche di accedere a possibili sovvenzioni regionali e provinciali.

Allo stesso modo si cercherà di  far partecipare coloro che lo vorranno a seminari e  convegni sul tema  realizzati da altre realtà.

I temi che si intende mettere a punto nei  percorsi formativi sono lo studio della metodologia per il recupero dei saperi tramandati e per la trasmissione e l’applicazione del patrimonio di conoscenze ad essi collegate, la valorizzazione del patrimonio anche in termini di sviluppo socio-economico, la possibilità di partecipare a progetti anche trans-nazionali, le modalità di recupero e conservazione, le modalità corrette di  coinvolgimento della popolazione ecc.

Si valuterà anche la possibilità di far conseguire il patentino di guida turistica ai giovani del territorio che lo vorranno.

  • Risorse umane e finanziare necessarie per la realizzazione del programma;

L’Ecomuseo può avvalersi  esclusivamente di risorse su base volontaria.

Si procederà a creare un gruppo di lavoro stabile (Tavolo di lavoro), interpellando una serie di soggetti già individuati sul territorio, sotto la super visione dei sindaci dei due comuni. Le prime attività di ricerca saranno condotte sulla base della raccolta dell’esistente, già ricco, e sulla attivazione di tesi.

Si procederà a valutare la possibilità di ritorno economico anche dalle iniziative turistiche.

Sarà questo Tavolo che metterà a punto un piano finanziario sostenibile.

 

VERIFICA E MONITORAGGIO DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA.

I risultati concreti attesi in seguito alla realizzazione del progetto possono essere così

sintetizzati:

  • avvio della mappatura completa, ragionata e partecipata del territorio individuato
  • miglioramento della conoscenza del patrimonio culturale da parte della popolazione
  • avvio di relazioni e sinergie per allargare la consapevolezza delle comunità sull’identità e sul valore del loro patrimonio-paesaggio
  • coinvolgimento delle comunità sul tema della salvaguardia e trasmissione dei valori individuati
  • avvio del censimento e del coordinamento dei progetti e delle iniziative esistenti e compatibili
  • con gli obiettivi dell’ecomuseo
  • incremento delle iniziative per la gestione del paesaggio
  • miglioramento della qualità dell’occupazione nei settori interessati dal progetto
  • orientamento ed incremento di un turismo sostenibile ed appropriato
  • ripresa e sostegno di attività produttive tradizionali, innovative, sostenibili

Le azioni e lo svolgimento del progetto saranno oggetto di un monitoraggio continuativo operato dal comitato tecnico-scientifico che sfocerà in una  relazione annuale  di sintesi.

Le difficoltà saranno analizzate e saranno applicai adeguati interventi correttivi.

Il piano  di Monitoraggio e valutazione proposto, tenendo in considerazione il livello di gestione e organizzazione del progetto operativo, insieme con i ruoli e le competenze definite al fine di assicurare un efficace coordinamento di tutte le fasi progettuali sia dal punto di vista amministrativo e finanziario che rispetto ai contenuti, garantirà in modo continuativo, attraverso la verifica delle performance e delle caratteristiche organizzative e strutturali, l’efficienza nella produzione  dei risultati attesi.

Alla luce degli obiettivi fissati dal programma di lavoro, il costante monitoraggio e verifica dei risultati intermedi e finali appare un momento fondamentale per offrire la certezza del pieno raggiungimento degli esiti previsti in termini di esecuzione operativa per poter evitare fallimenti che sarebbero oltremodo controproducenti nei confronti del territorio.

 

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