Romagnese

Romagnese, il Borgo

COMUNE GIOIELLO D’ITALIA 2012-2017

Romagnese è collocato in quella lingua di Lombardia che si incunea in Appennino. Siamo la montagna alla rovescia di una regione che abituata ad avere i territori “alti” sopra la pianura , noi siamo sotto , in quell’Oltrepo’ prevalentemente collinare conosciuto per i suoi vigneti e per i suoi vini, noi però siamo montagna, ce lo dice l’altitudine che varia tra i 500 e i 1000 metri della frazione più alta, ma “l’anfiteatro naturale” formato dai nostri monti arriva tra i 1200 e i 1400 metri.
Facciamo parte della Comunità Montana dell’Oltrepo’ Pavese.
Abbiamo 44 frazioni disseminate su 30 chilometri quadrati collegati da 50 Km di strade asfaltate. Potete capire la dispersione di popolazione , ma anche di risorse economiche e umane per tentare ti tenere in ordine un territorio così vasto.
La nostra comunità è composta da 754 abitanti prevalentemente anziani (over 65) qualche famiglia di giovani, pochi bambini, la buona notizia è che in estate però , arriviamo ad avere 4000 persone tra turisti, popolo delle seconde case, quelli che se ne sono andati ma mantengono un legame con il proprio territorio e studenti che gravitano nelle strutture formative di adolescere.
Le occupazioni principali della popolazione attiva si dividono tra qualche attività imprenditoriale di tipo artigianale, l’accoglienza turistica è garantita da alberghi, agriturismi , ristoranti e da 6 negozi di prossimità. Agricoltori e allevatori che insieme ad un salumificio mantengono in vita la tradizione rurale del nostro territorio.
Ma siamo anche un po’ Emilia , infatti siamo in Alta Val Tidone e siamo un po’ Argentina, grazie alle migrazioni del secolo scorso infatti nei negozi di Romagnese da tempi non sospsetti, si trova la yerba mate , bevanda tipica argentina, qui chiamata “gerba” e consumata abitualmente nel case private.
Facciamo parte della zona di produzione del Salame di Varzi DOP e famoso è quello che si produce a Romagnese.
Nelle case private dove ancora si fa il pane fatto in casa, si consuma ancora la “brusadela”. E’ una focaccia tonda fatta con lo stesso impasto del pane. Viene infornata prima del pane come “spia” per il forno. Può essere dolce e salata. Ogni anno nell’ultimo week end di agosto si celebra la Sagra della brusadela.
Passando da Romagnese non si può non sostare nelle botteghe e negli agriturismi, con il salame ei nostri salumi ( le coppe, le profumatissime pancette e i cotechini) ,i funghi profumatissimi, le mostarde, i dolci, ottimi i barsadè, le torte, la più famosa “sabiosa” ma anche crostate e l’ottimo ciambellone, ma anche ceci e farina di polenta macinata nei mulini della zona. Buonissime le carni bovine dei nostri allevamenti.
Da non perdere la produzione di pasta fresca ripiena, i malfatti, gli gnocchi ma anche il bagnetto, gustosa salsa verde leggermente agliata da accompagnare agli arrosti o ai salumi.
Sul nostro territorio si trova il Giardino Botanico Alpino di Monte Pietra Corva a 950 metri di altezza. E’ aperto dal 1967. Vi si trovano più di 1200 specie di fiori e piante provenienti da tutto il mondo. Nel parco adiacente vivono cervi , mufloni, daini e altri ungolati. E’ sede del centro studi dell’appennino settentrionale ed è dotato di foresteria e centro studi.
La bellezza ambientale di Romagnese è qualcosa di fantastico. Le faggette di Castelvecchio e di Prato del Lago non si possono descrivere sono da vedere.
La Fondazione Adolescere onlus di Voghera è presente sul territorio con due strutture altamente professionali. A Casa Casarini con i Sette Borghi e sulla strada che da Casa Matti va al Passo Penice con la Penicina.
Romagnese è dotato di piscina estiva, campo polivalente , pista da sci e mountain board.
In tutto il territorio è possibile praticate trekking, corsa, bici , mountain bike , e altri sport.
E’ presente la banca, la posta, la scuola elementare, il medico e la farmacia.
Le tradizioni sono molto sentite e unico in tutto il territorio dell’Appennino delle 4 Province si è mantenuto un intero ciclo pasquale che dura 3 giorni : il Giovedì Santo ( funzione religiosa con processione dove un penitente con la tunica rossa porta la croce dalla chiesa Parrocchie di San Lorenzo all’oratorio di Casa Picchi) , il Venerdì Santo con i falò accesi in tutta la valle al passare della processione e il Sabato Santo con la Galina Grisa.
Così con il suo territorio incontaminato , le sue tradizioni , le sue caratteristiche storiche , le bellezze naturali e i suoi prodotti il saper preservare e mantenere il patrimonio ricevuto in eredità da secoli di storia , a febbraio 2013 Romagnese ha ottenuto il riconoscimento di “Gioiello d’Italia” da parte del Ministero del Turismo.
Sono solo 21 Comuni in tutta Italia che possono fregiarsi di questo marchio.

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I Prodotti

Gastronomia

A causa della collocazione geografica di Romagnese, la cucina tipica locale annovera piatti della tradizione dell'Oltrepò Pavese e del Piacentino: i ravioli di brasato, i malfatti, le chicche della nonna, i secondi di carne. Vi sono poi prodotti e ricette tradizionali che sono caratteristici del nostro Comune.
Le nostre zone sono ricche di funghi e tartufi pregiati, prodotti che fanno da padroni nelle nostre cucine.

La Brusadela

La brusadela è un tipo di focaccia di forma tondeggiante lavorata a mano che viene utilizzata tuttora da chi fa il pane in casa a Romagnese come “spia” per segnalare la temperatura corretta del forno a legna prima della panificazione.
La ricetta è semplice: farina, poco lievito e acqua, cui si aggiungono sale o zucchero a seconda della preparazione, salata o dolce, che si desidera ottenere.
Viene celebrata da una sagra che si svolge ogni anno a fine agosto, durante la quale è possibile assaggiare questo prodotto locale accompagnato dai vini tipici della zona: infatti le famiglie che ancora oggi custodiscono i segreti del pane fatto in casa nei giorni della sagra ne sforneranno senza interruzione. Per la cottura, vengono poi mobilitati i vecchi forni a legna rimasti nella valle (una ventina circa).

La torta Sabiosa

La torta sabiosa (rigorosamente con una sola b) oggi sfida, in fatto di popolarità, le torte Vigoni e Paradiso tipiche di Pavia. Questo dolce è tornato a Romagnese grazie alla signora Maria Diamanti, che ha appreso la ricetta magica di cui è custode quando ha prestato servizio alle dipendenze di un signore torinese a cavallo tra le due guerre. Dal capoluogo piemontese è tornata in alta val Tidone con una ricetta straordinaria, una fa formula che è stata impreziosita nel tempo, tanto da farne un prodotto degno della denominazione comunale d’origine (Deco).

I biscotti brasadè (o barsadè)

I brasadè sono delle ciambelle tipiche dell'Oltrepò Pavese la cui cottura avviene prima in acqua bollente e poi al forno, proprio perché era, ed è, un dolce che deve mantenersi a lungo. Un tempo, erano usati come regalo che la gente povera faceva ai cresimandi o come vezzo per le bambine che li portavano appesi al collo come collane. Questi biscotti venivano preparati per festeggiare i momenti importanti ed è per questo che vengono chiamati anche “dolci delle folle”.
Sono venduti, come vuole la tradizione, legati ad un filo di cotone. Cinque brasadè sono infilati con la parte piatta rivolta nello stesso verso mentre gli altri cinque con la parte piatta nel verso opposto. L’undicesimo fa da fermaglio legando i capi del filo della collana.

I salumi

Il Comune di Romagnese, con l'omonimo Salumificio, fa parte del Consorzio di Tutela del Salame di Varzi DOP: qui si produce l’ottimo salame, ma anche le coppe, la pancetta, i salamini, i cotechini e non solo. Il salame di Varzi è il frutto di una cultura contadina che giunge da molto lontano, è il risultato di una tecnica di produzione perfezionatasi nel corso dei secoli - dove il sale ha avuto un ruolo centrale - a partire dalla civiltà longobarda, la cui corte risiedeva in Pavia. Furono proprio i sudditi di re Alboino - il cui cavallo all’ingresso in Pavia, dopo un lunghissimo assedio, stramazzò a terra e si rialzò solo alla presentazione di una colomba cotta da un fornaio in segno di pace - a introdurre una tecnica innovativa sconosciuta agli abitanti del posto: insaccare nei budelli animali la carne tritata, a mano.
Una rivoluzione nella conservazione e nell’utilizzo abituale del suino: per il suo consumo non necessitava di fuochi per la cottura, poteva essere facilmente porzionato, e si presentava gustoso e morbido alla masticazione, a differenza della dura carne secca o salata.

Funghi e tartufi

La ricerca di funghi e tartufi nell'Oltrepò Pavese vanta una tradizione antichissima. In luoghi rimasti incontaminati è possibile raccogliere funghi carnosi e profumati e pregiati tartufi, tanto che l'Alto Oltrepò è diventato uno dei mercati più importanti a livello nazionale. La ARTOP (Associazione Ricercatori Tartufi Oltrepò Pavese) da anni è impegnata a tutelare i diritti e a difendere gli interessi dei tartufai. La raccolta di funghi e tartufi è regolamentata, con la finalità di mantenere nel tempo la produttività delle tartufaie esistenti, compiendo congiuntamente un’opera di miglioramento e riqualificazione dell’ambiente forestale ed agricolo.

…cosa vedere

Giardino Botanico Alpino di Pietra Corva

Il Giardino Alpino di Pietra Corva è ubicato sul versante orografico destro della Val Tidone, a 950 m di altitudine, sulle pendici del Monte Pietra di Corvo, suggestivo e dirupato affioramento di scura roccia vulcanica che si erge sino a 1070 m.
Lasciato il centro abitato di Romagnese, si procede in direzione della frazione Grazzi, superata la quale si raggiunge, in auto o in pullman, l’ampio piazzale adibito a parcheggio, ove sorge un confortevole "punto di ristoro". Infine, salendo un breve sentiero, si giunge di fronte alla rustica e caratteristica cancellata che immette al giardino.
Al di là, tra conifere e faggi, si snoda un dedalo di piccoli sentieri tra aiuole e roccere, percorrendo i quali si possono ammirare innumerevoli piante che trovano dimora negli anfratti e nelle nicchie delle rocce.
Sotto il profilo didattico educativo, il Giardino Alpino di Pietra Corva si presta a diventare meta ottimale per gruppi con interessi naturalistici. La bellezza del luogo, l’impatto estetico, la ricchezza di forme e di colori lo rendono meta consigliabile per escursioni e gite; il visitatore potrà pertanto unire al piacere di una passeggiata nel verde dei boschi la possibilità di osservare piante rare o provenienti da luoghi lontani.
E’ possibile, su prenotazione, la visita guidata per gruppi e comitive.

Il Castello Dal Verme e il Museo Contadino

Sorto nell'alto medioevo, nel 1383 il feudo di Romagnese fu acquistato dal condottiero Jacopo Dal Verme, la cui famiglia, tra il XIV e il XV secolo, eresse il castello che da loro prende il nome sopra il precedente. Oggi sede del municipio, nella torre ospita anche il Museo dell'arte rurale e degli strumenti agricoli.

La Chiesa di San Lorenzo

L'attuale chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire risale alla fine del XVI secolo e trovò ultimazione in pieno Barocco. E' ricca di marmi caratterizzati da elegante sobrietà. Di pregio è l'altare in legno e notevoli sono alcune tele raffiguranti il Martirio di San Lorenzo.

Altri edifici religiosi

Il territorio di Romagnese è disseminato di oratori ed edifici religiosi. Sono stati edificati in gran parte tra Ottocento e Novecento, ad eccezione di quello di Nostra Signora di Loreto, in località Totenenzo, che è anteriore al secolo XI.

La Natura

I dolci profili dell'Oltrepò Pavese invitano alla lentezza, invitano ad osservare con tranquillità boschi, vigneti, cascine, a camminare lentamente, a comunicare con l'uomo e con la natura. In questo triangolo di terra il protagonista è sicuramente il paesaggio, dall'aspetto tipicamente appenninico, fatto di colline e valli che si intersecano, percorse da un fitto intreccio di strade.

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